Marta Elena Casanova su Letti a letto di TgCom24

Imprecise cose felici per eccentrici personaggi.

Un’imprecisa cosa felice è il bel titolo del bel romanzo d’esordio di Silvia Greco pubblicato da Hacca. Una storia originale che parla di personaggi eccentrici, che conducono vite bizzarre e che hanno subito perdite molto più bizzarre di loro.

Sono quelle morti assurde, che in un certo senso  fanno anche ridere, perché portano con loro quel tanto di paradossale che fa pensare ad un macabro scherzo.

Siamo catapultati indietro nel tempo, negli anni  ’90. Marta è raccontata in terza persona, Nino si racconta da solo. Marta ha già vissuto la sua strana esperienza con la morte: quella dell’adorata  Marisa, moglie dello zio Ernesto,un tempo uomo di spettacolo dal discreto successo, oggi grande bevitore in sovrappeso ma con la voglia di riprovarci, tanto da partire per una nuova tournée sui palchi dei teatri italiani proprio l’entusiasta nipote, facendole promettere di riprendere gli studi universitari al ritorno.

Marisa rappresentava un mondo felice per Marta e suo zio, ed è anche il punto d’unione tra la ragazza e Nino,suo coetaneo  con evidenti problemi d’apprendimento, un giovane buono e ingenuo che vive solo con la madre da quando suo padre li ha abbandonati per andare in Germania tanti anni prima. Ed è proprio quando il papà ricompare che la morte, nella sua forma più imprevedibile e assurda arriva nella vita di Nino portandosi via la mamma.

Ma dicevamo, Marisa è il collegamento tra Marta e Nino. Già, perché lei, con la sua infinita allegria, quando i due erano bambini, aggiustava i giocattoli rotti di tutti i piccoli del quartiere: li riparava, dava loro nuova forma e vita. Così Nino, che abitava proprio lì vicino, ne aveva approfittato per portarle il suo cavallo a dondolo, così bello ma così tragicamente statico. Nino voleva poter viaggiare con lui, e così Marisa aveva aggiunto delle piccole ruote per permettergli di andare lontano…

Il viaggio di Ernesto e Marta ovviamente non va come dovrebbe, e Nino con la sua inevitabile ingenuità non si rende conto che il ritorno del padre non sarà la sua salvezza.

Però Nino e Marta si incontrano di nuovo, e quando succede, tra i brevi capitoli che alternano le loro vite, capiamo il messaggio dell’autrice: ci sono persone singolari, che hanno avuto esistenze al limite del normale, per destino o propensione, che hanno avuto a che fare con tragedie assurde ma che in fondo, in un modo tutto loro, possono essere felici.

In maniera  imprecisa, perché la felicità non arriva necessariamente da qualcosa in particolare. E il fatto che Silvia Greco abbia scritto un romanzo mettendo un pizzico di tragicomico in ogni pagina evitando sapientemente il  facile cinismo, rende felice anche il lettore.

Articolo originale qui:
http://lettialetto.tgcom24.it/2017/04/03/imprecise-cose-felici-per-eccentrici-personaggi/#more-580

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